mercoledì 13 febbraio 2013

14 Febbraio 1945: apocalisse su Dresda


Il 13 febbraio del 1945 la città tedesca di Dresda, situata nella parte orientale del Paese fu investita dal più intenso e mortale bombardamento della storia della II Guerra Mondiale. A Dresda, città situata in una regione agricola senza importanti aziende industriali, e noto centro culturale ricco di storia e importanti manufatti architettonici (era nota anche come la “Firenze tedesca”), si erano rifugiati molti civili sfollati dalle regioni ricche d’impianti militari e martellati dall’aviazione anglo-americana.
La decisione della distruzione della città  fu  di Churchill che voleva dare a Stalin una prova della forza militare occidentale e, al contempo colpire la popolazione civile tedesca per minare il morale delle truppe del Reich.
L’attacco fu violento e devastante e lascio' la città in preda ad un incendio di proporzioni gigantesche: la tempesta di fuoco che gli strateghi della RAF avevano pianificato.
La prima bomba cadde alle ore 22.09. 
La tempesta di fuoco è provocata da molte centinaia di piccoli incendi che ne formano uno enorme. Esso risucchia al suo interno enormi masse d’aria provocando una specie di tornado di fuoco. Il vento infiammato travolge e porta verso il centro dell’incendio tutto quello che trova sulla sua strada. Nei rifugi la gente muore soffocata perché l’ossigeno viene sottratto dal fuoco o si liquefa per il calore.
Dopo il primo attacco ci fu una pausa di tre ore. I sopravvissuti uscirono dai rifugi e si concentrarono in un grande parco cittadino dove furono raggiunti dalla seconda ondata di bombe. Anche in questo caso le bombe incendiarie fecero il lavoro criminale per il quale erano state inventate e lanciate. Un lenzuolo di fuoco arse vivi tutti quelli che si trovano nel parco
L’ultimo attacco fu portato dall’aviazione USA che mitragliò senza pietà gli scampati che cercavano di allontarsi da quell’inferno
Il bilancio delle vittime non fu possibile stabilirlo con certezza, probabilmente oltre 200 mila morti (forse il doppio che a Hiroshima) tenendo conto che moltissimi erano gli sfollati non registrati e quelli che erano arrivati da pochi giorni fuggendo di fronte all’avanzata dell’Armata Rossa.

Nessun commento:

Posta un commento